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Georges SengaEmpreintes_16

L’opera dell’artista Congolese Georges Senga è incentrata su tracce di incontri. Nell’ultimo decennio ha sviluppato progetti che combinano documenti d’archivio sulle missioni dei preti nella sua città natale di Lubumbashi e interviste che riportano scambi su Patrice Lumumba, il primo capo del governo della Repubblica Democratica del Congo nel 1960. Qualsiasi sia il suo soggetto, Senga annota i segni del confronto tra Africa ed Europa prima e dopo il processo di decolonizzazione soprattutto attraverso la fotografia.

Empreintes, la serie fotografica di Senga che più è stata esposta, mostra oggetti gettati via sul suolo di Lubumbashi. La schiera di ingranaggi arrugginiti, carte da gioco e bottiglie rotte nei suoi scatti a formato quadrato in bianco e nero registra la presenza di passanti, siano essi del luogo o stranieri, e la loro continua noncuranza per il paesaggio. Detriti industriali e naturali ricorrono con la stessa frequenza, annullando qualsiasi distinzione tra degrado umano e naturale. Le radici secche di un albero e un paio di bottiglie di plastica si confondono con il terreno polveroso con la stessa abilità dei camaleonti di scomparire nell’ambiente circostante, come se ne fossero parte integrante. Le rappresentazioni in bianco e nero di Segna richiamano la nostra attenzione sulla trascuratezza che ha creato il paesaggio in questione e sulla bellezza inaspettata che può nascere dall’incuria.

A proposito dell’artista

Georges Senga è nato nel 1983 nella Repubblica Democratica del Congo (chiamata all’epoca Zaire), dove tuttora vive e lavora. Ha conseguito una laurea presso l’Università di Lubumbashi nel 2009, e a quel punto aveva già iniziato la sua carriera fotografica. È salito alla ribalta nel 2008 durante la prima edizione della Biennale de Lubumbashi. Il lavoro di Senga esplora i temi dell’identità, della tradizione e della storia, e come si intersecano con la memoria. Nel suo lavoro appaiono spesso anche temi postcoloniali. La sua serie Une vie après la mort (2012), che comprende quattordici dittici, esplora futuri possibili e immaginati se l’eroe della liberazione congolese Patrice Lumumba non fosse stato assassinato nel 1961. Quest’ultima è stata esposta al Musée national de Lubumbashi, alla Biennale de Kampala, e a Le BRASS – Centre Culturel de Forest di Bruxelles. Dal 2011 al 2013, Senga ha partecipato al programma di Master Class organizzato dal Goethe-Institut di Johannesburg. Ha anche ottenuto residenze all’Akademie Schloss Solitude di Stoccarda, alla Jan van Eyck Academie di Maastricht, alla Foundation B.a.d. di Rotterdam, tra le altre. Il suo lavoro fa parte di una mostra collettiva che si terrà nel 2022 allo Z33 di Hasselt, Belgio.

Empreinte_16
Georges Senga, Empreinte_16, 2009
(opera d’arte © Georges Senga; courtesy l’artista)
Installation view (Senga, Kuitca)
Installation view (from left, works by Georges Senga and Guillermo Kuitca)
(foto di Daniele Molajoli)
Empreinte_16 (installation 1)
Installation view
(foto di Daniele Molajoli)